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Mindfulness: strumenti di benessere e performance per le persone e le imprese

Vittorio Mascherpa

Sinergie Italian Journal of Management 2018 DOI: 10.7433/s99.2016.15 (opens in new tab)

Study at a glance

AI-extracted from the abstract
Characteristics Peer reviewed
Topics Meditation
Key points Mascherpa argues that mindfulness, an English rendering of the Pali "sati" chosen by Jon Kabat-Zinn to name Zen- and vipassana-derived techniques stripped of religious context, has become a mass phenomenon, with 3,350 MEDLINE articles, 18,238 books, and 40,345 related products listed. He contends that, unlike meditations that induce relaxation by attenuating waking consciousness, these techniques privilege high vigilance and constant contact with ongoing experience.

Abstract

Vittorio MascherpaUna ricerca per il termine "mindfulness" sul database MEDLINE della National Library of Medicine, che raccoglie tutte le riviste scientifiche indicizzate a livello internazionale, restituisce oggi un totale di 3.350 articoli.La stessa ricerca effettuata su Amazon.comci informa dell' esistenza di 18.238 libri pubblicati sull'argomento, e di ben 40.345 prodotti vari che in qualche modo hanno attinenza con lo stesso tema.Un vero e proprio fenomeno di massa, che è riuscito a coinvolgere, nel giro di pochi anni, la comunità scientifica mondiale, imprese multinazionali e colossi dell' economia e della finanza, divi di Hollywood e campioni dello sport, portando sotto lo stesso tetto -in pieno accordo e in totale sinergia -neuroscienziati, psicologi, fisici e monaci buddhisti.Per una rapida disamina dell' oggetto di tale esplosione di interesse, possiamo senz'altro partire proprio dal termine "mindfulness", che mentre identifica una disciplina, allo stesso tempo ne descrive lo scopo e i contenuti.Traduzione anglosassone del termine in lingua pali "sati" (che potrebbe essere reso liberamente come "lucida percezione della realtà"), la definizione di "mindfulness" fu scelta una quarantina d'anni fa dal biologo molecolare americano Jon Kabat-Zinn per identificare un insieme di tecniche derivate da alcune forme di meditazione buddista -zen e vipassana -che egli aveva in qualche modo "scorporato" dal contesto più strettamente religioso e spirituale per applicarle dapprima al trattamento dello stress e delle patologie ad esso collegate, e successivamente anche ad altri ambiti, sia di tipo clinico che sociale e psicoeducativo.Caratteristica peculiare di tali tecniche, rispetto ad altre forme di meditazione orientali e occidentali volte a indurre stati di rilassamento attraverso un'attenuazione della coscienza di veglia, è quella di privilegiare, al contrario, un alto livello di vigilanza e un contatto costante con l' esperienza in atto.Propriamente, dunque, si potrebbe parlare di una qualità dell'attenzione, un modo di essere presenti a se stessi e alla realtà circostante, uno stato della coscienza capace di produrre effetti importanti sul corpo e sulla mente.Questa peculiare qualità della coscienza -e cioè dell' essere coscientiinfluenza la mente, che possiamo considerare come il "centro di controllo" che regola il flusso di energia e informazioni nella struttura umana.La mente, a sua volta, attraverso la mediazione della componente software -la psiche -da un lato, e di quella hardware -il cervello -dall'altro, determina di fatto la quantità e la qualità dei processi, e cioè, in sintesi, il nostro stato psicofisico (quello che siamo), e i parametri del nostro comportamento (quello che facciamo e come lo facciamo).Si spiega così la sorprendente varietà degli effetti indotti da tale tipo di "meditazione vigile", effetti che -ormai oggetto di una letteratura scientifica

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