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THE LIMINAL FIELD: RIBALTARE LA LOGICA DELLA VISIONE TRIDIMENSIONALE - Reversing the Logic of Three-Dimensional Vision

Oliva Fmoo

Open MIND February 16, 2026 DOI: 10.5281/zenodo.18663028 (opens in new tab) via OpenAlex

Summary

AI-generated from the abstract

Vision is reframed as an active projection from interiority rather than a passive reception of external stimuli. Three-dimensional sight is described as an effect of embodied consciousness, while a deeper mode of seeing becomes possible when consciousness enters a functional relationship with the soul field. In this state, perception becomes an act of informational interception, allowing access to realities beyond the ordinary sensory domain. The work defines the foundations of liminal vision and the shift from sensory-based perception to interior projection.

Study at a glance

Characteristics Theoretical or philosophical paper Peer reviewed
Keywords Proposition State computer science Process computing Perception Projection relational algebra
Key finding Proposes that vision is an active projection from interiority, and that a deeper mode of seeing emerges when consciousness relates to a soul field, enabling perception beyond ordinary sensory input.

Abstract

Short Description (EN) A theoretical reframing of vision as an active projection from interiority rather than a passive reception of external stimuli. Three‑dimensional sight is described as an effect of embodied consciousness, while a deeper mode of seeing emerges when consciousness enters a functional relationship with the soul field. In this state of being, perception becomes an act of informational interception, allowing access to realities beyond the ordinary sensory domain. The work contributes to The Liminal Field by defining the foundations of liminal vision and the shift from sensory‑based perception to interior projection. Abstract (IT) Il testo propone una riformulazione radicale del concetto di visione, interpretandola non come ricezione passiva di una realtà esterna, ma come manifestazione di un processo di proiezione dall’interiorità verso l’esteriorità. La visione tridimensionale è descritta come effetto della coscienza incarnata, mentre una visione più profonda diventa possibile quando la coscienza entra in relazione funzionale con il campo dell’anima. In questo stato d’essere, la percezione non dipende più esclusivamente dai sensi, ma dalla capacità della coscienza di intercettare una realtà non appartenente alla dimensione sensoriale ordinaria. Il testo si inserisce nel progetto The Liminal Field, contribuendo alla definizione della fenomenologia della visione liminale. OpenAIRE Description (EN) This work proposes a radical reformulation of vision, reframing it not as the passive reception of an external world but as the manifestation of a projection process from interiority toward exteriority. Three‑dimensional vision is described as an effect of embodied consciousness, while a deeper mode of seeing becomes possible when consciousness enters a functional relationship with the soul field. In this state of being, perception is no longer dependent solely on sensory input but on the capacity of consciousness to intercept a reality that does not belong to the ordinary sensory dimension. The text is part of The Liminal Field research project and contributes to the development of a phenomenology of liminal vision. Extended Description (EN) The Liminal Field: Ribaltare la logica della visione tridimensionale affronta una delle trasformazioni più profonde dell’intero corpus: la ridefinizione della visione come processo centrifugo, non centripeto. Il modello distingue tre strutture fondamentali: three‑dimensional vision — la visione come effetto della coscienza incarnata interior projection — la percezione come proiezione dall’interno verso l’esterno soul‑field seeing — la visione profonda resa possibile dal campo dell’anima La visione tridimensionale è descritta come: costruzione percettiva della coscienza incarnata, interpretazione sensoriale della realtà, modalità funzionale al piano fisico, effetto della localizzazione corporea. La visione liminale, invece, emerge quando la coscienza: si disidentifica dalla percezione sensoriale, entra in risonanza con il campo dell’anima, percepisce realtà non appartenenti al dominio fisico, opera attraverso un processo di intercettazione informazionale. Il testo formula una distinzione chiave: visione ordinaria → ricezione, visione liminale → proiezione + intercettazione. La percezione non è più un atto passivo, ma un processo attivo in cui la coscienza: proietta un campo di coerenza, intercetta configurazioni non sensoriali, riconosce forme provenienti da un livello più profondo, partecipa alla realtà anziché limitarvisi. Il campo dell’anima è descritto come il dominio in cui questa visione diventa possibile: uno spazio informazionale in cui: la percezione non è mediata dai sensi, la realtà non è tridimensionale, le forme emergono come configurazioni energetiche, la coscienza opera come presenza non‑localizzata. Il documento si inserisce nella cornice del Liminal Field e dell’OttavaOra Project, contribuendo alla definizione di: fenomenologia della visione liminale, percezione come processo attivo, relazione tra interiorità e campo dell’anima, ontologia della visione non sensoriale, stati d’essere come modalità percettive. Keywords visione tridimensionale; percezione liminale; interiorità; anima; stato d’essere; proiezione percettiva; coscienza incarnata; fenomenologia della visione; campo liminale; liminal field; FMOO; OttavaOra Project.

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